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Scoprire l’arte dell’India antica nel cuore dell’Europa? La mostra di Mendrisio è un viaggio affascinante, lungo oltre quattordici secoli.

T iziano Terzani sosteneva che, una volta incontrata, non si può più fare a meno dell’India: è un mistero, un universo avvolgente e inedito, in grado di sovvertire le nostre convinzioni e cambiarci per sempre. Come tutti i misteri, è anche difficile da raccontare: la mostra India antica di Mendrisio, in Svizzera, accetta questa sfida. E il suo curatore, Chrisian Luczanits, è uno dei maggiori esperti di arte indiana al mondo.

È possibile parlare di arte indiana?

Parlare di arte indiana, così come di musica o cultura, è pretestuoso. La sola vastità geografica di questa regione rende l’idea di quante culture, tradizioni e fenomeni sociali possa accogliere. Basti pensare alle religioni: buddismo, induismo, giainismo, islam solo per citarne alcune. Ciò che l’India accoglie oggi è il risultato di una storia tanto antica quantro travagliata. Qui, tra fascino e contrasti, sembra essere tracciato il disegno di quelle forze universali sulle quali si regge il mondo intero.

Per quanto concerne la mostra India antica di Mendrisio, l’intento di Luczanits è chiaro: concentrarsi sulle metamofrosi subite dalle numerose divintà a partire dalle rappresentazioni più antiche (almeno quelle attualmente documentate) per seguirle in lungo, e spesso intricato, percorso filologico. I percorsi non hanno la pretesa di essererappresentativi dell’arte antica indiana nel suo insieme, ma di condurre il visitatore attraverso un viaggio coerente.

La mostra India antica e i suoi percorsi

Negli spazi di Mendrisio sono esposti oltre 70 manufatti, sculture di diverse dimensioni per un viaggio nell’espressione artistica indiana, complessa e multiforme, con una netta predominanza di tematiche legate al buddismo. Le numerose sculture provengono da India, Pakistan e Afghanistan, per un arco temporale che va dal II secolo a.C. al XII secolo d.C. (quattordici secoli).
E il punto di vista? È quello di un osservatore occidentale che si approccia a un mondo nuovo. Anche per questo motivo, è stata pensata la divisione in vari capitoli, i quali passano in rassegna, ad esempio, le Storie narrate di generazione in generazion e le rappresentazioni di Animali leggendari, senza trascurare il Potere femminile e le Metafore poetiche.

Tra le opere di India antica, colpisce in particolare una statua di terracotta raffigurante la “Signora del Discorso”, Vāgīśvarī. Realizzata da Uttar Pradesh della fine IV secolo d.C., è considerata «la più splendida e la più antica rappresentazione databile di questa dea». La rappresentazione, riferita al periodo aureo Gupta, è plastica, vitale e drammatica.

In apertura: architrave di un portale in arenaria rossa, scuola di Mathura, fine del I – inizio del II secolo d.C.

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