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Prima avanguardia italiana, il Divisionismo, è ricerca artistica, innovazione estetica e, forse soprattutto, riflesso del moderno in una società pronta al cambiamento.

M ilano, 1891. Al palazzo di Brera, si tiene la prima esposizione Triennale: l’arte sta per cambiare radicalmente. La mostra di Novara Divisionismo. La rivoluzione della luce inizia proprio da qui, dal debutto ufficiale dei divisionisti italiani.
Con appena sei dipinti, immersi in altre seicento opere, si apre un dibattito destinato a influenzare non solo i contemporanei, ma tutte le generazioni di artisti successive. La vocazione al cambiamento dei divisionisti passa infatti attraverso un modo inedito di osservare la realtà, un cambiamento di approccio umano prima ancora che tecnico e artistico. Quello dei divisionisti è uno sguardo nuovo, che utilizza moderni strumenti e conoscenze. L’Ottocento è abbandonato, la pittura italiana, ormai in penombra nel panorama artistico internazionale, viene spinta nel pieno della modernità del XX secolo.

Brera 1891: la nascita (ufficiale) del Divisionismo

Il Divisionismo, la prima avanguardia italiana, mutua dai profondi cambiamenti tecnici e sociali la sua vitalità. Certo, la tecnica è basata sullo studio dei trattati ottici del Settecento, ma anche le scoperte più attuali contribuiscono alla sua estetica: dagli anni ‘80 del XIX secolo, ad esempio, i tubetti di colore industriali consentono agli artisti di discutere dei colori con maggiore scientificità, abbandonando l’artigianalità della combinazione di pigmenti sulla tavolozza.
Tra questi, Vittore Grubicy de Dragon, critico, mercante d’arte e pittore, gestisce una galleria d’arte a Milano e discute con i propri pittori riguardo l’utilizzo di miscele chimiche e un approccio nuovo: l’accostamento di colori complementari, la dissonanza cromatica.
Certo, le prime opere divisioniste non sono tanto studi di ottica, ma si basano su un approccio più intuitivo, non per questo meno rigoroso.
Il debutto di Brera nel 1891 e la successiva affermazione vedono in particolare in un quadro il simbolo: quella Maternità di Gaetano Previati che dà scandalo per la secolarizzazione del tema e definita, in tono dispregiativo, un’eclissi del genio, un arazzo perso nel colore.

I protagonisti della mostra sul divisionismo

Al Castello Visconteo Sforzesco di Novara, la mostra sul Divisionismo accoglie i grandi protagonisti di quello che, più che un movimento, è un insieme di pittori accomunati dagli stessi ideali. In modo particolare, sono tre i grandi artisti presi in considerazione.

La visione antirealista di Gaetano Previati e la poetica naturalista di Giovanni Segantini sono agli antipodi e, all’interno di essi, si muovono tutte le esperienze. Lo stesso Segantini è il primo divisionista a seguire le teorie dell’ottica nel dipingere e se nella sua prima opera, Dopo il tempio, la tecnica dell’impasto ancora non è ascrivibile al divisionismo, con La portatrice d’acqua lo si identifica pienamente (quest’opera è stata inoltre restaurata proprio in occasione della mostra).
Arriva così la luce a illuminare i paesaggi di Pellizza da Volpedo, una metafora dell’umano inserita nell’ambiente, come nella toccanteSul fienile.
Accanto a questi tre artisti ne sono presenti molti altri, lo si vede nel notare la presenta, riuniti nella stessa rassegna, come Meditazione di Angelo Morbelli, L’oratore dello sciopero di Emilio Longoni, Fuori di Porta (le sorelle) Giovanni Sottocornola solo per citarne alcuni.
Inoltre, ampio spazio è dedicato a un elemento della natura che ha catturato i divisionisti: la neve. Sfumature di bianco, rifrazione della luce, contrasti tra elementi umani e naturali, effetti cromatici sono stati oggetto di studio da parte di questi pittori.

L’eredità dei divisionisti

L’ultima sala della mostra sui Divisionisti di Novara è dedicata a una sempre crescente opposizione al futurismo e a una negazione della riproduzione figurale della realtà. Il divisionismo si esaurisce infatti entro i primi due decenni del Novecento e la mostra arrivca proprio un secolo dopo la sua fine, ma si è veramente estinto?
Nel 2008, la National Gallery di Londra presenta la mostra Radical Light: Italy’s divisionist painters 1891-1910, che si sposta poi alla Kunsthaus di Zurigo. testimonianza di quanto l’interesse sia ancora vivo. Più all’estero che in patria, fenomeno non inedito e che non si limita certo alla pittura.La riproduzione della realtà attraverso il filtro della sensibilità umana, sezionata grazie alle innovazioni tecnoclogiche, è un priuncipio valido ancora oggi, forse più che mai.

Divisionismo. La rivoluzione della luce
Castello Visconteo Sforzesco Novara
dal 23 novembre 2019 al 5 aprile 2020

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