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A Pietrasanta, Truly, la personale di Fabio Viale, dialoga con lo spazio, crea una breccia nel quotidiano, accende la riflessione su un presente in bilico tra incertezze e timori.

È possibile trovare un senso dopo i giorni di isolamento forzato? La domanda è punto di partenza per (re)interpretare la realtà da parte di diversi artisti e questo sembra fare anche Fabio Viale con Truly, la mostra diffusa negli spazi pubblici di Pietrasanta, in provincia di Lucca. Di recente, Viale, classe 1975, è stato protagonista di diversi eventi di rilievo, come la personale al Glypothek Museum di Monaco di Baviera, la partecipazione al Padiglione Venezia dell’ultima Bbiennale e l’esposizione al Pushkin Museum di Mosca. Oggi, arriva in Versilia e, grazie alle sue sculture in dialogo con gli spazi del comune, la riflessione artistica incappa nel quotidiano.

I marmi bianchi di Truly in dialogo con lo spazio

Nella Chiesa di Sant’Agostino, appare in anteprima la scultura in marmo bianco Le Tre Grazie, raffigurante le donne della città algerina di Ghardaia: il panneggio disegna l’haik tradizionale indossato in questa terra, la lunga veste che copre il corpo, lasciando intravedere solo un occhio. Grazie a quest’opera, l’indagine è duplice: se da un lato infatti emerge subito il concetto della libertà negata, a uno sguardo più profondo emerge la visione superficiale dell’Occidente, un universo che ha sperimentato la negazione della libera espressione del sé attraverso il corpo solo durante la pandemia. Quella che emerge oggi è infatti la potenza di una nuova iconografia, composta di segni e di una inedita ritualità gestuale e comportamentale: indossare un dispositivo, attuare il distanziamento sociale, soccombere alla mancanza di fiducia nel prossimo in quanto potenziale alleato di un nemico invisibile.
Poco distante è collocato Star Gate, un altro marmo bianco e finemente arabescato: due cassette della frutta di due metri di altezza che, nella loro unione, danno vita a un vero e proprio passaggio verso una dimensione nuova. Varcare il passaggio significa anche superare un limite, materiale o spirituale, prima di sbilanciarsi (ed emanciparsi) verso un nuovo status. Anche in questo caso, il collegamento con la stretta attualità è evidente-

Alla base del lavoro di Viale esiste sempre una conoscenza rispettosa della materia, ed è grazie a questa relazione virtuosa, coltivata negli anni, tra tecnica e poesia, tra materiali e strumenti, tra uomo e natura, che si è perfezionato un processo creativo il cui scopo è, al netto di altre considerazioni, l’esaltazione delle proprietà formali della pietra e di quelle concettuali e figurative nella fantasia umana.

Sergio RisalitiDirettore del Museo Novecento di Firenze

Le sculture di Viale conquistano anche gli spazi esterni, com’è il caso dei monumentali marmi tatuati nella piazza del Duomo di Pietrasanta. In particolare, i tatuaggi presenti sui corpi delle statue prendono ispirazione dall’universo criminale giapponese e da quello sudamericano e dei trapper, creando una convergenza di stili, mondi e linguaggi adagiata sulle forme classiche. Ne è evidente l’esempio di Souvenir David ispirato al Torso Belevedere.

Tra le altre opere presenti al Chiostro di Sant’Agostino e sul Pontile della Marina di Pietrasanta. La mostra è curata da Enrico Mattei e realizzata con il sostegno della Galleria Poggiali.

Truly. Mostra personale di Fabio Viale
Piazza del Duomo, Chiesa di Sant’Agostino e il suo Chiostro, Pontile Marina di Pietrasanta
dal 27 giugno al 4 ottobre 2020

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