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Fredrik Værslev, con le bandiere dei suoi World Paintings, dona una visione di un mondo frammentato, una globalità colpita e lacerata, ancora più attuale dopo la pandemia.

Un incontro casuale, un segno del destino: sono le bandiere hard edge di Olle Baertling, esposte al Moderna Museet di Stoccolma, a colpire Fredrik Værslev, contaminando la sua ispirazione. Sebbene l’artista approcci i World Paintings già nei primi anni duemila, oggi la sua opera risulta particolarmente significativa, osservata in relazione all’attualità. Le bandiere, in questa prospettiva, assumono infatti la forma di frammenti di mondo, tasselli di interconnessione, schegge di una globalità colpita e mutilata dalla pandemia. La flag art, al contempo riverita e controversa, porta così a una riflessione geopolitica, oltre che sociale.

I World Paintings alla galleria Gió Marconi

La mostra dei World Paintings ospitata da Gió Marconi a Milano presenta dodici dipinti, ciascuno dei quali trasporta l’osservatore in ogni angolo del mondo, dall’Inghilterra all’Uzbekistan, dalla Corea a Nauru, con un’incursione nella Bielorussia pre-elettorale e una toccata a Cipro Nord, stato non riconosciuto. Comun denominatore tra le bandiere, distanti geograficamente, osservate sotto una lente politica e tradotte in segno grazie alla sensibilità pittorica, è lui: il bianco, presente in ogni tela. Il bianco come spazio incontaminato, ma anche nudità stessa della materia.

I World Paintings di Værslev assumono il tono elegiaco di un addio (si spera temporaneo) all’utopica illusione di un villaggio globale dell’arte e ci riportano a quando il mondo era l’ostrica di ciascuno, alle gallerie semideserte di oggi, malinconico memoriale di una globalità gettata in un completo e apparentemente irreversibile caos.

Dieter Roelstraete

Prendendo spunto dalle riflessioni di Dieter Roelstraete, che approfondisce i World Paintings in un saggio dedicato, è inoltre possibile osservare un altro elemento importante, riconducibile a minimalismo ed essenzialità di queste opere: la chiarezza. Già, perché in mesi (e probabilmente in un futuro) dove tale chiarezza latita, insieme alla forza e alla lucidità che ne derivano, ecco la funzione e il ruolo dell’arte, fondamentale nel portare consapevolezza laddove regna il caos.

Fredrik VÆRSLEV
World Paintings
Gió Marconi
Via Alessandro Tadino, 20 (Milano)
Dal 23 settembre al 30 ottobre 2020
Per info: www.giomarconi.com

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