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Storie di donne che riemergono dall’oblio del tempo, tra polifonie vocali e intrecci melodici creati da Sophie Tassignon.

La voce di Sophie Tassignon, negli ultimi due decenni, è stata la scintilla che ha fatto brillare innumerevoli progetti, tra performance teatrali e jazz d’avanguardia. Belga d’origine, oggi immersa nella vibrante atmosfera berlinese, parla cinque lingue — è alle prese con la sesta, l’arabo — ed esprime il proprio talento sfaccettato con la sua voce, al contempo duttile e dalla potenza primordiale. Del resto, le corde vocali sono il primo strumento musicale conosciuto all’essere umano, le cui potenzialità tecniche ed espressive esplorano l’infinita gamma di emozioni, attraversano il tempo, raccontano storie.

Penso che il ruolo degli artisti sia di percepire le emozioni del mondo e permettere che queste emozioni passino attraverso loro stessi, affinché vengano espresse in una forma sempre nuova.

Il primo album solista, Mysteries Unfold

Mysteries Unfold è il primo album solista di Tassignon, che spazia nell’infinito delle potenzialità tecniche e attraversa i generi, con un tema comune: le storie di donne sepolte e offuscate dall’oblio del tempo, che qui tornano a risplendere nelle polifonie maestose e nell’intreccio melodico.

Il corpus di otto brani è diviso tra composizioni originali e opere di altri artisti. Per quanto riguarda questi ultimi, si passa da Guby Okayannie di Yuliy Chersanovich Kim, menestrello russo, che racconta la storia di una guerriera delle steppe, passando per Jolene di Dolly Parton e poi risalendo di nuovo al Cum Dederit di Antonio Vivaldi, dove la linea vocale si innalza a vera preghiera. Emerge anche l’elemento psicoanalitico, in particolare nelle canzoni originali come La Nuit e Descending Tide, un’elegia all’intima ricerca del sé: è proprio nei brani scritti dall’artista che l’intimità si fa disarmante, inabissandosi nel profondo della coscienza.

Il mio obiettivo è semplicemente quello di entrare in contatto con altri esseri umani per trasportarli in una dimensione fuori dal tempo, proprio come nell’istante dell’innamoramento, in cui non esiste nient’altro oltre al momento presente e alla bellezza.

Accanto alla narrazione di storie femminili, c’è un altro tratto comune nelle tracce del disco: ogni storia prende vita, con la voce di Sophie Tassignon, alla ricerca di ragioni per credere, impegnata a tramandare storie per estirparle dall’oblio, in bilico tra intimo e universale.

Ascolta Mysteries Unfold di Sophie Tassignon (RareNoise Records / Goodfellas) su Spotify:

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