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Oscillano tra acustica ed elettronica, giocano con le dinamiche, contrappongo timbri strumentali: gli Orange Combutta spaziano nella brillante ispirazione.

Quella degli Orange Combutta è stata definita armoniosa schizofrenia e probabilmente non c’è modo migliore per riassumere in cosa si cimenta questo collettivo, esperto nel plasmare materie sonore dissimili per unirle in un unico disco.
Ai tre musicisti che compongono il nucleo originario, Giovanni Minguzzi alla batteria, Davide Tardozzi alla chitarra e Lorenzo Serasini al basso), si aggiungono infatti altri artisti, come MYK L.

Basta uno sguardo al parco strumentale per prendere confidenza con questo Vol.pe I: tra le sonorità elettriche e acustiche, si innesta (onnipresente) il theremin, con un brillante assolo in Bear (Tha Cheeney) ft. MYK L mentre non è da mettere in secondo piano l’utilizzo del varispeed, in grado di modulare le atmosfere. Ancora, non passa inosservata la presenza di una vera e propria sezione orchestrale in miniatura, costruita distaccandosi dal precetto classico: da una parte, i fiati si distinguono con la limpidezza tagliente degli ottoni; dall’altra gli archi, grazie a violini a due e cinque corde, sono in grado di accarezzare anche le estensioni più basse. 
Il baricentro del sound oscilla così tra acustica ed elettronica, giocando con le dinamiche, giustapponendo timbri, spaziando nella semplice ispirazione.

Così, ad esempio, in The Woods ci si addentra (letteralmente) in un mondo dove synth e theremin si inseguono in una selva melodica, strisciando infine su ottoni e cori. Sopraggiunge poi il brano Zero Kappa ft. MyK L a ricordare il ruolo dell’improvvisazione, con pochi accordi e la registrazione estemporanea di quanto avviene in sala prove.

Gli Orange Combutta sono un collettivo che fa della sperimentazione il proprio respiro, che gioca con la materia sonora incasellando un disco che è pura scoperta.

Vol.pe I degli Orange Combutta (Irma Records/Self) è su Spotify:

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