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Le note di Rita Di Tizio creano la preziosa alchimia tra tecnica ed espressione, come nel disco dal vivo Vibraçion fatal.

Non ho scoperto Rita Di Tizio, è lei ad aver scovato me. E, dopo aver ascoltato le prime battute della sua interpretazione del Libertango di Astor Piazzolla, dal vivo, è stato un semplice dovere approfondire.
Approcciarsi alle opere di Rita Di Tizio è immergersi nella scoperta di una musicista d’eccezione, una fisarmonicista che respira con il suo strumento, imbracciato sin dalla tenera età e con una passione nel sangue, trasmessa dal padre. E poi addentrarsi nei suoi anni di studio, tra gli infiniti riconoscimenti, italiani e internazionali, che la premiano come interprete e riconoscono le sue capacità di compositrice e studiosa della musica (per inciso, oltre alla fisarmonica, ha anche un diploma in chitarra classica ed è impegnata come direttrice e arrangiatrice).

Tuttavia, per quanto importanti, premi, titoli e ruoli non mettono certo in ombra le protagoniste assolute: le note, quelle in grado di generare la preziosa alchimia tra tecnica ed espressione. 
Qualche tempo fa, Di Tizio ha realizzato un disco di prossima uscita, dal vivo, Vibraçion fatal, in grado di fissare nel tempo il guizzo vitale della performance. Lo ha registrato con la formazione di sempre, Alessio Buccella al pianoforte e Marino Alberti alla batteria, mentre lei imbraccia la sua fisarmonica. Un album per catturare l’esperienza live, si diceva, l’ispirazione, la capacità di manipolare linee melodiche, la maestria nel padroneggiare gli elementi tecnici piegandoli al fluire delle emozioni. 

La musica, inoltre, non ha confini, perché certo si parte dal tango, ma è possibile arrivare nell’entroterra russo e poi di nuovo balzare nella tradizione partenopea, un linguaggio universale nelle sue diverse declinazioni.
Accade questo, che chi vive di musica sa benissimo come l’esperienza live sia parte integrante della stessa, diventandone spesso un vero e proprio parametro compositivo, essenziale per prendere le mosse dell’ispirazione: come un danza, vive dello scambio tra esecutore e ascoltatore, vive nell’intensità dell’attimo e nella dedizione all’idea. 

Questo fa Rita Di Tizio, quest’attimo lo cattura e lo cristallizza, con raffinato splendore.

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