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Andrea Spampinato è un musicista che non ha paura di rischiare, reinventarsi, intraprendere nuove strade. Oggi, racconta in anteprima la sua nuova idea per creare e distribuire musica. Come? Grazie agli NFT. “Chiamiamola Cryptomusic”, suggerisce, scherzando (o forse no), e presenta il brano Suono assordante.

Andrea Spampinato è così: inarrestabile. Intercettare la sua orbita significa trovarsi di fronte a chi vive giornate scandite dalla musica, ma soprattutto dalla ricerca continua, interdisciplinare, e dalla volontà di divorare il mondo intorno: in che modo? Rischiando, mettendosi in gioco, scoprendo nuovi linguaggi e prospettive, spesso anticipando il futuro prossimo.
È stato così, ad esempio, con le (ormai inflazionate) dirette social, di cui è stato in qualche modo un precursore: tra gli ideatori di Ti aspetto sul tetto — format realizzato con Cristina Di Canio de La Scatola Lilla e Francesca Elias di Zampagolosa —, ha proposto concerti e interviste ad artisti ben prima degli streaming pandemici, andando in diretta su Facebook con vari ospiti.
«Quasi tutti i musicisti che sono saliti lì sopra, li ho chiamati contattandoli su Facebook e raccontando del progetto», ricorda Spampinato. «Molti di loro, in prima battuta, mi rispondevano un po’ confusi: una diretta? Su un tetto? All’inizio erano un po’ titubanti, ora li vedi tutti in streaming, ogni giorno: da parte mia, sono contento di averlo fatto un po’ prima di tutti».

Dalle dirette social ai nuovi scenari digitali

Se, a quel tempo, il Tetto è stato un modo originale per proporre incontri e raggiungere un pubblico lontano dai confini di Milano, la città di Spampinato, il presente impone di reinventarsi, l’utilizzo di nuovi strumenti, la loro applicazione in maniera inedita non solo per comunicare, ma anche per sopravvivere. Crollati dei pilastri della musica, come performance dal vivo e aggregazione, con forti ripercussioni sia sui musicisti sia su tutto l’indotto, è tempo delle proposte concrete. O quantomeno di imboccare nuove strade, come spiega Spampinato, con l’entusiasmo e competenza per ciò che, dopo poche battute, chiamiamo già Cryptomusic.
«Tra i miei interessi c’è tutto il mondo delle criptovalute e, approfondendo, mi sono imbattuto negli NFT, i Not Fungible Token. Nel mondo dell’arte, i creativi hanno avuto questa intuizione: associare le proprie opere a qualcosa che attesti la loro esclusività, in modo da poter creare dei pezzi unici e anche applicare una modalità nuova per vendere».

NFT, cosa sono i Not Fungible Token

Un passo indietro. Gli NFT nascono nel 2017, ma solo di recente se ne parla in maniera più approfondita. Anzi, la curiosità nasce in un giorno preciso, il 25 febbraio scorso, quando da Christie’s viene battuta all’asta per 69 milioni di dollari un’opera dell’artista Beeple, un’opera che è, appunto, un NFT. Per meglio chiarire, i Not Fungible Token sono un bene con una sorta di certificato digitale, a mezzo della tecnologia blockchain: a differenza, ad esempio, di una criptovaluta come i Bitcoin, o delle stesse banconote, sono unici e distinti. Possedere un NFT è come avere in casa un’opera d’arte, un quadro o una scultura: qualsiasi altra riproduzione, dal disegno alla foto, non è certo l’originale. Così, gli NFT applicano all’arte digitale i concetti di esclusività e univocità; inoltre, un insieme di dati consente sempre di identificare non solo l’autore del bene o servizio, ma anche il proprietario, in caso di successive compravendite.
Come si acquista un NFT? Pagando in Ether, una criptovaluta. Chiunque può realizzarlo e l’oggetto può essere di vario tipo, anche se al momento i più diffusi riguardano, come anticipato, l’arte digitale, dalla celebre gif di Nyan Cat alle NBA Top Shot (figurine digitali con le azioni migliori delle partite di basket).

Quali sono i pro degli NFT? È abbastanza intuitivo scoprirli: sono trasparenti, ovvero è sempre possibile identificare con chiarezza sia la provenienza sia la proprietà, e sono, di conseguenza, tracciabili. Inoltre, da non sottovalutare, è possibile per gli artisti lavorare in autonomia, una libertà creativa che si traduce anche in libertà economica e potere contrattuale. Ci sono dei contro? Ovviamente: tra questi, la volatilità del valore, soggetto a cambi repentini e a potenziali sbalzi, al rialzo tanto quanto al ribasso, notevoli.

Cryptomusic, ovvero Not Fungible Token e musica

E riguardo il (possibile) binomio NFT-musica? Appunto, qui arriva Andrea Spampinato. «Al momento, almeno in Italia, l’applicazione di questo metodo alla musica non ha ancora attecchito e credo sia una lacuna abbastanza vistosa», riflette. «Se devo pensare a un modo propositivo per diffondere la mia arte, specialmente in questo periodo in cui suonare dal vivo è difficile, voglio farlo utilizzando quelle che sono tecnologie nuove, che mi possano consentire di esplorare questo campo, creare delle opere uniche e anche guadagnare».
Nel mondo, c’è qualche artista che si è approcciato al sistema: Grimes, ad esempio, ha realizzato una serie di video, venduti singolarmente come NFT, ma il suo esperimento sembra essere collaterale all’attività musicale. «Credo sia importante usare le tecnologie per trovare nuovi modi di espressione e dare qualcosa in più, oltre che pensare alla propria sopravvivenza».


Ma è questo il tempo di essere restii? Sembra di no, soprattutto se hai parecchie idee in cantiere. «La mia storia discografica è un po’ travagliata. Il mio disco sarebbe dovuto uscire nel giugno del 2016, poi l’etichetta è fallita e sono rimasto a piedi. Adesso ho ripreso in mano vari mix, che avevo registrato alla Hukapan di Elio e le storie tese. Ho scritto i testi e le musiche, che poi sono state affidate ad altri artisti, come Enzo Messina al piano, Omar Pedrini alla chitarra e così via. L’idea è quella di far uscire tutti questi pezzi. C’è anche il progetto E la sete sale, un racconto in musica che ho pensato di proporre anche come house concert esclusivo, almeno quando ci sarà la possibilità di farlo».
Data l’abbondanza di materia prima, mi chiedo se questi progetti, in qualche modo, possano diventare NFT. «Certo, ma adesso sono al lavoro su tracce che possano essere qualcosa di unico, da collezione, da offrire in modo esclusivo, un qualcosa che possa essere irripetibile, con un valore aggiunto».

Suono assordante di Andrea Spampinato, il primo brano rock in NFT

Il primo brano proposto da Andrea Spampinato si chiama Suono assordante, è stato scritto a quattro mani con Cristina Di Canio ed è anche il primo rock a essere proposto in NFT. Pubblicato ufficialmente il 22 marzo 2021, si acquista dunque tramite token su Rarible.com e OceanSea.io, tramite asta o con pagamento in criptovaluta. Per l’occasione, Spampinato suggerisce anche un paio di hashtag: #cryptomusic e #cryptomusicitalia.

Di seguito, il brano sulla piattaforma Rarible (clicca sulla cover):

Creare, pubblicare e distribuire un NFT

Quindi, nel concreto, com’è possibile per un artista mettere a disposizione le sue opere, per un fruitore trovarle e, nella migliore delle ipotesi, arrivare alla compravendita del pezzo unico? «I miei brani saranno pubblicati sulle piattaforme Rarible.com e OceanSea.io, fino a che qualcuno non inizierà a fare acquisti».
Con uno sguardo un po’ più ampio, sarebbe da considerare anche il riverbero sulla comunità degli artisti, oltre che sul singolo: insomma, un pioniere può diventare una vera guida, fornendo una consulenza sugli NFT. «Mi piacerebbe anche poter supportare chi si approccia a questo settore, aiutandolo ad esempio con tutto ciò che riguarda diritti, registrazioni, specifiche tecniche di caricamento e quant’altro possa essere utile», riflette Spampinato.

Ebbene, questa è una strada: forse in salita, tortuosa, accidentata, ma intraprenderla è probabilmente meglio che stare fermi a guardare il cielo.

Il sito di Andrea Spampinato è www.diecisei.com.

Foto in apertura di Arianna Guastini.

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