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Leggere è potere, libertà, indipendenza. Dopo le polemiche restano idee, incontri e infinite pagine da leggere: eccolo, il Salone del Libro.

C redo ci sia un aspetto che, più di molti altri, sia emerso già prima dell’apertura del Salone del Libro di Torino. Tra le polemiche che hanno arroventato i giorni precedenti l’inaugurazione, incredibilmente si è tornati a parlare di quanto il libro, oggetto e allo stesso tempo simbolo, abbia un potere enorme. Un potere straordinario. Un libro non è solo passatempo, è strumento di cultura, riflessione, formazione di opinione e giudizio critico. Un libro, e per conseguenza il lettore, è parte attiva della realtà e vanta un ruolo tutt’altro che marginale.

Un libro deve frugare nelle ferite, anzi deve provocarle. Un libro deve essere pericoloso.

Emil Cioran

Credo che il filosofo romeno, che trova sempre spazio in ogni edizione del Salone del Libro, abbia espresso il concetto meglio di quanto possa fare la sottoscritta. A cento anni dalla nascita di Primo Levi e J.D. Salinger e duecento da quella di Hermann Melville, non è certo un messaggio trascurabile.
Per quanto concerne i giorni trascorsi al Salone, in un groviglio di lavoro e passione che ormai ha ben poco da districarsi, sono stati innumerevoli i temi che mi sono sfilati davanti agli occhi. Del resto, Il gioco del mondo, tema di questa edizione, mutuato dall’argentino Julio Cortazar (e illustrato dallo street artist napoletano MP5), è così: complesso e sfaccettato, con regole tutte da costruire.
Quindi, in ordine alfabetico, per non togliere importanza a nessuno e perché quello cronologico è perso nella mia memoria tra mille riprese, interviste e corse, ecco tutte le realtà che hanno lasciato il segno.

Prima in ordine alfabetico, ma anche nella mia personale lista dell’entusiasmo, spicca ABEditore, realtà di Milano che nasce nel campo della didattica musicale e che ora propone classici della letteratura inediti o riscoperti. Al Salone del Libro, propone un sacchetto da riempire con volumi a scelta, da scegliere tra racconti storici, guide peculiari e un imbustatorie: quest’ultimo prende le mosse dai racconti a puntate ottocenteschi e un po’ dalle ormai antiche cartoline, trasformandosi un modo inusuale per diffondere racconti sconosciuti nel panorama italiano e ideati dalla mente di grandi scrittori, come Dickens o Stevenson.
Le mie scelte? La Piccola guida tascabile ai luoghi da non frequentare in letteratura, L’avvelenatrice di Alexandre Dumas (padre) e un imbustastorie a tema Incubo.

Se leggere è un gioco, meglio cominciare subito, no? Da Atmosphere Libri, fioriscono le proposte per i più piccoli, che vanno dalle fiabe più classiche firmate Hans Christian Andersen o Lewis Carroll, con volumi dalle illustrazioni splendide, ad altri libri davvero accattivanti. Impossibile, almeno per me, non notare Il mio primo Kafka (della stessa serie, sono presenti sullo stand anche Gogol, Dostoevskij e Carroll, praticamente il poker letterario della vita), più che classici, monoliti della letteratura riadattati per i più piccoli e illustrati. Per i più piccoli, ma non solo direi.

Per quanto riguarda Edizioni Hypnos mi ha conquistata già a Book Pride con un libro fantastico, uno dei migliori acquisti degli ultimi anni, di quei colpi di fulmine che ti stregano al primo sguardo: L’ora degli spettri, una raccolta di racconti inediti dalla metà dell’800 a quella del ‘900 per riconsiderare il tema dei fantasmi (con una lodevole impaginazione a due colonne). Il suo catalogo denota tutta la dedizione e competenza di chi sta dietro a questa piccola realtà, in particolare l’impegno profuso nella rivista letteraria (e spero che i nueri continuino copiosi).

I libri di Iperborea non hanno bisogno di presentazioni, ed è stato Nella casa del pianista di Jan Brokken (tradotto da Claudia Di Palermo), in tempi recenti, a farmi reincontrare il catalogo di questa realtà. La presentazione è una delle più eleganti del Salone, con uno stand declnato al verde e la nota di “Indipendente al 100%” ad accogliere montagne di libri.

Per Marotta & Cafiero fare libri non è un gioco: ha salvato delle vite. E i sorrisi che si incrociano ai loro stand, in ogni manifestazione libresca, sono di quelli che ti rischiarano la giornata da qualsiasi malumore. Quest’anno poi la loro base, anzi la “piazza di spaccio di libri” non può che attirare l’attenzione: colorata, fresca, partenopea. Per tutti questi motivi, una tappa qui è obbligatoria, sempre: a questo giro, la scelta (ardua) cade su Napoli nel cinema. Pionieri e dive del muto tra la fine ‘800 e primo ‘900, quando la città partenopea era capitale della settima arte, con centinaia di film prodotti e innumerevoli sperimentazioni tecniche e artistiche.

Ci sono anche gli anniversari importanti, come quello di Minimum Fax che celebra i suoi (oh my God!) 25 anni. Negli spazi tinti di rosso, appare così buona parte di quei titoli che hanno segnato la mia esistenza, da Kurt Vonnegut a Jennifer Egan, così come quella di una moltitudine di altri. Accanto a queste pietre miliare, il catalogo offre decine di spunti per le nuove letture, tra le quali Istruzioni per un funerale di David Means (tradotto da Assunta Martinese), Solo un fiume a separarci (tradotto da Fabrizio Coppola) o Il pieno di felicità di Cecilia Ghidotti. E poi c’è la festa di Minimum Fax, quella del venerdì sera, quella che è un’altra storia.

Anche Odoya mi ha già fidelizzata all’ultimo Book Pride di Milano (e pure prima). Piccola realtà con un catalogo che vorresti leggere tutto d’un fiato, si piazza anche in vetta della classifica di qualità de L’Indiscreto: non male! Se ho già adorato Pirati di Mario Monti, sono tante altre le proposte tra cui perdersi, tra cui di sicuro una: la Guida all’immaginario nerd.

Tutto qui? Certo che no, perché di eventi, persone e cose il Salone del Libro ne è stato pieno, come Zerocalcare e le interminabili file da Bao Publishing, il salotto di SEM che accoglie scrittori, lettori e appassionati (proprio da queste due realtà celebrato con diverse pubblicazioni il 50° anniversario dei moti di Stonewall, pietra miliare nella lotta per i diritti della comunità LGBT), Elena Stancanelli che parla della sua esperienza a bordo di una nave ONG nel Mediterraneo, Tlon.It e le riflessioni filosofiche, incredibilmente dirette e quotidiane. Per tutto questo, esserci, ogni anno, è un obbligo.

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